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Blog, link ed affidabilitŕ

Su questo tema c’č stata in rete una vivace discussione, che ho seguito sin dalle origini, senza intervenire, perché ciň che pensavo o quello che credevo opportuno dire veniva inserito da un commentatore piuttosto che da un altro; quindi per non essere ripetitivo e per non fare un commento che sembrava la sintesi di altri giŕ fatti ho scelto di essere attento osservatore e lettore.

Questo post sarŕ copiato nella pagina di approfondimento del mio blog, perchč credo questa discussione sia importante per comprendere la rete e problematiche che ci coinvolgono.

QUI si possono rivedere i miei riferimenti (in formato grafico modello mappe mentali), dai blog sulla discussione da me seguita e che ho ricostruito. Cliccando sui riferimenti si va ai blog relativi o ai documenti di riferimento

L’antefatto

L’analisi sui blog (La Blogosfera e i Media. La diffusione dei blog e il declino dei media) fatta dala societŕ di consulenza Casaleggio dove va “definendo che i blog “hanno piů link sono piů affidabili” e ripresa dal blog di Beppe Grillo (dove nell’analisi č tra il primo blog italiano nel mondo ) in cui metteva risalto il risultato affermando “E i vecchi media? Scompariranno, č una questione di feeling, e di link”.

La discussione seguita

Dal suo blog Paolo Valdemarin inizia un’analisi chiara, critica sul documento elaborato dalla Casaleggio.

La discussione si sposta sul blog di Giuseppe Granieri e si vivacizza grazie ai contributi dei blogger di passaggio, consiglio di leggere sui due blog la discussione avvenuta.

Punto principale della critica č: non si puň definire l’affidabilitŕ di blog da “quanti link al chilo” si penalizza la qualitŕ e la relazione di comunicazione tra essi.

Nella rete, si č acceso un dibattito, tra persone piů o meno autorevoli sulla tematica ed il significato della parola affidabilitŕ di un blog.

  • Probabilmente chi sta discutendo di questo tema non deve esserere necessariamente una blogstar ne deve avere un blog supercliccato, ma sicuramente sta collaborando alla costruzione di opinione ed evoluzione di questa; il suo contributo, sul post di questo piuttosto che quello, crea una empatia intorno ad alcuni pareri o persone creando o migliorando la loro affidabilitŕ in rete;
  • i contributi, creano dubbi e nuove riflessioni, quindi idee su cui misurarsi per migliorare la definire l’affidabilitŕ dei blog.Tutto ciň, crea, conseguentemente, una evoluzione, quello che Giuseppe Granieri definisce come “accreditamento del web” che se “ci sarŕ, avverrŕ piuttosto attraverso l’esercizio della capacitŕ di correzione che la Rete ha e dimostra di esercitare” .

La riflessione

La misura non puň essere il link o quanto meno come unico ed assoluto parametro di misura, piů link=popolaritŕ semmai; e la popolaritŕ non vuol dire cose significative o utili o importanti per tutti: č solo attenzione sul quel personaggio o questione affrontata e spesso č temporanea ed emotiva (parlo in generale).

Per esempio Mauri Lupi ritiene piů importante verificare “le persone che usano questo lettore di feed RSS e che sicuramente leggeranno i post dei blog ai quali si sono iscritti” e “Forse ‘ l’influenza‘ č l’unico elemento che č possibile stimare oggettivamente (come sottolinea Vicenzo della Mea nei commenti al post di Giuseppe Granieri), ma anche qui i link vanno pesati opportunamente dal blog”.

Il rischio č credere nel peso dei link fino al punto di condizionare Daniele Luttazzi a chiudere il suo blog: “La logica del potere č il numero. “Piů di centomila contatti al giorno!” E il blog relativo diventa potente.E temuto. E rispettato. E strumentalizzato ( specie da chi lo fa ).Ho notato che un blog tende ad assecondare le derive populistiche ( di chiunque ). Per bloccarle sul nascere, questo blog torna a essere slow e one-to-one.” oppure di dare importanza alla analisi Casaleggio al punto da usarla per amplificarne il risultato.

Ma mi domando (anche se condiviso molte delle battaglie di Beppe Grillo) č un vero blog quello che accetta di tutto di piů nei commenti e non li discute come fanno tutti i blogger dal piů famoso o autorevole o importante?

Ritengo che un blog č tale se č interattivo altrimenti č un’altra finestra per guardare ascoltare senza esporsi (qui condivido l’analisi che sviluppa il blog L’Indipendente).

Credo che la misura della popolaritŕ e dei link č utile esclusivamente a chi vule usare un blog o un sito per fare pubblicitŕ.

Chi vuole costruire una rete di relazioni con il suo o tramite il suo blog per ora deve analizzare tutti i strumenti esistenti di ricerca e di aggregazione.

I diversi sistemi utilizzati o le diverse valutazioni che ne scaturiscono rispetto all’utilizzo che si vuole e che si puň per quel blog o post č per ora legato alla propria competenza o interesse, in ogni modo associate alle analisi che uno crede d’utilizzare.

Credo che sia la rete a “perfezionarsi” con continui affinamenti fino a lasciare in campo (in modo conosciuto e significativo) coloro che con la loro opinione o il loro contributo hanno reso “celebre” la sua presenza.

Non ho fatto in tempo a fare il post che ecco un altro buon contributo da Simone Morgagni

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